Diario dai Faraglioni arrivano gli americani – LA REPUBBLICA 4 agosto 2005 – Posted in: Pubblicazioni, Rassegna stampa – Tags: , , , ,

Gli stranieri in fondo sono come Ulisse. E grazie a loro se Capri si ritrova at centro di un vero e proprio mito che porta la firma dei francesi, tedeschi, inglesi, russi. Ultimi vennero gli Americani. Ed ecco che Roberto Ciuni, ex direttore del “Mattino” e autore ormai di un intero scaffale di letteratura caprese, li ritrae in “Stelle e strisce sui Faraglioni. Gli Americani a Capri (1943 45)”, edito da La Conchiglia (pagg.287, 20 euro). La loro storia isolana comincia più o meno nel Quaranta, mentre imperversa la guerra e Capri non ha neppure un rifugio antiaereo: la gente corre a mettersi al riparo nella grotta di Fra Felice odi Cesina. Qualche bomba sfiora l’isola, ma per fortuna tra i suoi liberatori c’è un figlio celebre: è Malcolm Munthe, il papà è proprio l’autore della “Storia di San Michele”.
Sarà lui a dare una mano a salvare l’antifascismo di Croceda possibili catture e deportazioni. Ma la scicchissima isola trova il modo per avere una pietanza alla moda anche mentre la guerra chiude i possibili canali di rifornimento: il cibo di guerra proclamato sono i totani con le patate, gli uni dal mare non mancano mai, le seconde vengono clandestinamente «importate» grazie a razzie in territorio irpino. Ma eccoci alla diaristica a stelle e strisce: Twain ipotizza la paura di un furto della Grotta Azzurra perché la navigazione sui traghetti da Sorrento è sotto scorta. La folla delle vie del mare infastidisce Henry James. Marlene Dietrich approda a un palcoscenico di guerra a Pomigliano d’Arco: intrattiene le truppe come qualcun altro fa al San Carlo e ai Faraglioni arriva anche Frank Sinatra, fotografato nelle vesti di marinaio.
Nel ’44 Togliatti passeggia a Tragara. Non è ancora pace, è ancora tempo di jeep verde lucertola, di cocky guys con gli occhiali Ray Ban e le divise verde oliva rodate in Africa, nonché di «rest camp», come quello che appare nella scritta in copertina del libro di Roberto Ciuni, l’immagine di un portacenere ricordo: Capri, un mito portatile per chi arriva da Oltreoceano e tornerà presto a casa.