La bioetica tra scienza e morale per una nuova filosofia della vita – LA REPUBBLICA 29 luglio 2005 – Posted in: Eventi, Rassegna stampa – Tags: , , , , , , , , , ,

di Vera Mocella

Due convegni a quasi due mesi dalla consultazione referendaria sulla fecondazione assistita offrono lo spunto per una riflessione sullo stato del dibattito in Italia legato al grande tema della bioetica. Si è dato inizio alla riflessione ieri nell’ambito del festival di Ravello che ha ospitato il dibattito: “La vita naturale/artificiale. Biogenetica e bioetica: bambini o cellule?”, a cui hanno partecipato esperti della medicina, della genetica e della sociologia come Edoardo Boncinelli, Carlo Flamigni, Giovanni Gaviraghi, Marina Mengarelli. Si prosegue oggi, ad Anacapri, dove, sulla terrazza dell’hotel “Caesar Augustus”, ore 19, si terrà il dibattito sul “Dopo il referendum. Le parole dell’etica oggi”. All’incontro partecipano la senatrice Ds Livia Turco, il presidente del comitato di Bioetica Francesco D’Agostino, il preside della facoltà di Lettere della “Federico II”, Eugenio Mazzarella.
Lo “stupore” e il rispetto nei confronti dell’inizio della vita, patrimonio di tutte le culture, si confronta con la tradizione cattolico cristiana e con il progressivo ed inarrestabile cammino della scienza e della tecnica. Il problema etico centrale è quello dell’inizio dell’esistenza” che non smette di sollevare dubbi e perplessità sull’identità stessa dell’embrione. «Oggi assistiamo a una sorta di paradosso – spiega Boncinelli – da un lato abbiamo allungato la vita, migliorandone anche la qualità; dall’altro invece emergono problemi a cui è difficile dare risposte come nel caso della fecondazione assistita». Del resto, sussiste una frattura che sembra insanabile e che rivela lo “scollamento” tra etica e società.
E l’esito fallimentare del referendum, secondo Marina Mengarelli, testimonierebbe l’esistenza di questa frattura.
«Viviamo tempi caratterizzati dal conflitto dei paradigmi afferma Carlo Flamigni quello dell’epoca moderna riguarda, naturalmente, la donna ed il tema della nascita. La religione rende questi problemi di drammatica attualità rivelandoli per ciò che sono: veri e propri ‘dogmi” intoccabili. Quello relativo alla sfera sessuale ne è solo un esempio. Ma va considerato che nella società è in atto uno “scisma” tra regole impartite dalla morale cattolica e prassi della vita quotidiana, come ha ben spiegato lo scrittore Piero Prini nel libro “Lo scisma sommerso”». Per contro, c’è stata una forte ingerenza del mondo cattolico, che ha pesato sul voto, nella recente campagna referendaria sulla fecondazione assistita e nel problema, di forte impatto emotivo, del cosiddetto “inizio della vita”. «A questo punto osserva Flamigni è evidente che servono “mediazioni” per giungere a soluzioni concrete, anche se il processo è lungo e ci vorranno decenni prima che si giunga a una chiara consapevolezza dei problemi che la bioetica e la fecondazione sollevano. Da laico convinto ritengo che la scienza debba essere al servizio della società ma debba, alla società stessa, garanzie».
Il filosofo Eugenio Mazzarella coglie l’occasione per esprimere il suo parere sulla situazione meridionale all’indomani del referendum. «Il Sud ha partecipato meno al voto sulla legge 40. Ma ciò, se da un lato esprime una maggiore difficoltà a percepire i problemi sulla fecondazione assistita, non significa che i problemi delle coppie meridionali siano diversi da quelle del Nord o del Centro Italia. Nel Sud esiste una evidente difficoltà nell’applicazione della legge, coni! rischio di un contenzioso diffuso non solo etico, ma anche normativo, in particolare sui diritti e i doveri delle donne a cui la legge si rivolge. Ritengo che in Parlamento si debba cercare una “sintesi” nuova, almeno su due punti della legge, quello relativo all’ammissione dell’eterologa e l’uso di più di tre embrioni per l’impianto in situazioni di salute della coppia e di età della donna specificamente definite. Da filosofo ritengo che si possa giungere ad un compromesso tra una bioetica laica e un’altra orientata ai valori religiosi, in nome soprattutto delle grandi sofferenze umane già insite in questo particolare percorso della vita nascente».